Krallice :: Years Past Matter

  • Autoproduzione
  • USBM
  • 2012

La settimana scorsa ebbi una discussione con un tale in una sala prove/registrazione, durante la quale lui sosteneva che “le band americane sono la brutta copia di quelle europee, il loro unico valore sta nella tecnica, è solo gente che sa suonare”, ovviamente la sua teoria si estendeva in maniera dettagliata, non mancando dei dovuti esempi e comunque aveva una sua logica. Il tipo aveva il doppio della mia età e piuttosto che attaccarlo e procedere magari con l’ esposizione della mia versione dei fatti, ho preferito incassare il colpo e riflettere sulle sue parole

Il mio primo pensiero è stato il Black Metal, essendo il genere dove sento di essere più esperto, subito un paragone tra quello europeo e quello statuinitense, devo dire che poi il tale non aveva tutti i torti . Non ho faticato a rendermi conto che effettivamente tutte le band americane che mi venivano in mente fossero effettivamente superiori a quelle europee sotto l’ aspetto tecnico/strumentale. Ash Borer, Agalloch, Wolves In The Throne Room, The Howling Wind, Cobalt e per finire i Krallice, sono effettivamente tutte band tecnicamente molto dotate. Ovviamente il tale di cui sopra ne faceva un punto a loro sfavore (e anche questo ci potrebbe stare, ma quì non ho lo spazio per approfondire).

Ascoltando proprio i Krallice mi sono poi reso conto che pur avendo in parte ragione, non si poteva rendere assoluta la sua affermazione in quanto proprio una band come i Krallice sfrutta la loro abilità tecnica per creare quei vortici di suoni e colori che sono il loro marchio di fabbrica e che comunque li eleva al di sopra della media della miriade di nuove BM bands.

Ed è proprio nel quarto disco “Years Past Matter” che i Krallice mettono in gioco tutta la loro abilità di scrittori musicali. Immagino che molti, un po’ come me, all’ uscita di questo nuovo album fossero ancora stordidi e incantati dal precedente “Diotimia“, disco che ha consacrato definitivamente i Krallice tra le migliori BM bands americane; ma se qualcuno aveva ancora qualche dubbio al riguardo questo del 2012 sembrerebbe toglierli definitivamente da mezzo.

In 60 minuti la band mette in campo tutte le proprie forze, che per cinque brani ci travolgono come un uragano, tremolo e up-tempos, la fanno fa padrone senza concederci un attimo di tregua per dunque finire in quella che è la summa (fino ad adesso) della musica dei Krallice, l’ epico e giusto finale per un disco di questo livello: IIIIIIIIIIIIII (se ho contato bene);questa è l’ ultima traccia, i titoli sono solo delle i maiuscole che aumentano in maniera progressiva, che titoli del cazzo ci verrebbe da dire. Ma forse nelle intenzioni della band c’è la volontà di disorientare l’ ascoltatore anche in questo senso, dando solo importanza alla musica evitando dunque distrazioni o vincoli di interpretazione.

Years Past Matter” è sì un esplosione di suoluzioni tecniche di alto livello, ma è anche un album capace di mandare fuori di testa proprio per l’ uso che della tecnica si fa, non fine a se stessa ma funzionale alla resa espressiva dei brani. I Krallice ci prendono e ci trascinano con loro nello spazio più profondo senza alcuna possibilità di replica, sei tracce allucinanti da far perdere la testa, tirati fino alla fine.

L’ ennesimo passo avanti nella ancora breve carriera della band, un album che è un monolite della storia recente del BM made in USA che farà fatica ad uscire dai vostri lettori mp3. Come lo è stato per “Diotima” o sbaglio?

Ne vogliamo ancora.

Voto 8.5/10

1. IIIIIIII

2. IIIIIIIII

3. IIIIIIIIII

4. IIIIIIIIIII

5. IIIIIIIIIIII

6. IIIIIIIIIIIII

Bandcamp

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