Fell Voices :: Regnum Saturni

  • Vendetta Records
  • Black Metal
  • 2013

Non voglio voglio stare qui a favi la palla né sul come sono venuto a conoscenza dei Fell Voices, né a farvela cercando di darmi un tono mentre vi racconto dello sconvolgimento (e coinvolgimento) psico-fisico che questi mi danno. Questo perchè i Fell Voices dovreste conoscerli già, stop. Non accetto frasi del tipo “Ah, ma da quando negli USA si fa del black decente?” oppure “Bah, mai sentiti, escono con la Profund? No? Allora non mi piacciono”.

I Fell Voices dovete conoscerli già, stop. Continua a leggere

Pig Destroyer :: Book Burner

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  • Relapse
  • Grindcore
  • 2012

Era dal 2007 che non si sentiva parlare di loro, se ovviamente non contiamo la piccola parentesi di Natasha del 2008. Non nascondo che alla notizia che i Pig Destroyer stavano per rilasciare un nuovo album, mi sono non poco bagnato gli slippini all’ idea.

Il problema è sorto quando ho finito di ascoltare per la prima volta tutto il disco: mediocre. Le cose ovviamente non sono cambiate con il passare dei giorni. Scott Hull non ha saputo mettere insieme due accordi in maniera decente, Adam Jarvis sembra non trovarsi a suo agio dietro questa batteria e suona come se avesse le scarpe di due misure più grandi  e Hayes dov’è? l’ avete sentito voi? Continua a leggere

Krallice :: Years Past Matter

  • Autoproduzione
  • USBM
  • 2012

La settimana scorsa ebbi una discussione con un tale in una sala prove/registrazione, durante la quale lui sosteneva che “le band americane sono la brutta copia di quelle europee, il loro unico valore sta nella tecnica, è solo gente che sa suonare”, ovviamente la sua teoria si estendeva in maniera dettagliata, non mancando dei dovuti esempi e comunque aveva una sua logica. Il tipo aveva il doppio della mia età e piuttosto che attaccarlo e procedere magari con l’ esposizione della mia versione dei fatti, ho preferito incassare il colpo e riflettere sulle sue parole Continua a leggere

Bosse-de-Nage :: III (2012)

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Quello dei Bosse-de-Nage non dovrebbe essere un nome del tutto nuovo a chi non disdegna le produzioni moderne in ambito Black Metal, anche se queste provengono dagli States. Quantomeno dovrebbe farvi ricordare il loro secondo disco (“II”), album dell’ anno 2011 per molti qui sul web.

Con “II” avevamo lasciato il misterioso quartetto della Bay Area alle prese con un Black Metal a metà strada tra il Depressive e il “Post-” dai toni misurati e dal sapore rotondo, che in impeto e ispirazione cala un po’ rispetto al S/T, suo predecessore. Ora invece la band decide di calarsi le braghe e mostrare a tutti quanto ce l’hanno grosso.

In “III” i BdN mettono in gioco tutte le loro abilità di compositori e abbandonando gli spettri post-black e shoegaze, che sinceramente poco gli si addicevano, etichette addirittura estremamente limitative; tutto a vantaggio dell’ impeto emozionale che la spontaneità della loro musica genera.

Potremmo stare ore a spulciarne la musica compilando tediose liste di influenze e contaminazioni, un lavoro che risulterebbe fine a se stesso, in quanto ciò che rende questo disco immediato e efficace è proprio la perfetta fusione delle ispirazioni della band in quella che è una musica soltanto loro. Stop.

Questo “flusso di coscienza” compositivo è a totale beneficio dell’ aspetto emotivo del disco, la cui carica ed efficacia, sono paragonabili addirittura ad alcune band Screamo francesi o svedesi; mi chiedo come si può restare impassibili ascoltando brani come “Perceive There A Silece” oppure “The God Ennuì”? Se ciò accade è perchè evidentemente siete delle brutte persone.

III” è la ventata di gelo che ci voleva in questa asfissiante estate, una spirale in discesa di tristezza e angoscia cosmiche. E in più i Bosse-de-Nage sono la dimostrazione che c’è spazio per dell’ altro oltre al post-rock, allo Shoegaze e all’ HC nel Black Metal; quello stesso Black Metal reso mediocre, nella maggior parte dei casi, proprio da queste contaminazioni.

Non mi va di dilungarmi ancora, non mi è mai piaciuto farlo quando sono alle prese con dischi emotivamente così devastanti come questo qui, quindi vi lascio con la parola d’ ordine per questo disco: Lagrime.

Top Tracks: Perceive There A Silence , The God Ennuì (youtube links)

Voto: 9/10

 

 

  • Profund Lore(CD) Flenser (LP)

  • Black Metal

  • 2012

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